Amelia Rosselli

Venezia 1870 - Firenze 1954
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Amelia Rosselli fu la prima donna a scrivere per il teatro in Italia.
Nei primi decenni del Novecento fu autrice rinomata di drammi e di commedie, scritte anche in dialetto veneziano. Fu inoltre nota come giornalista, scrittrice di racconti e di libri per l’infanzia, oltre che come direttrice di collana, attivista politica e interessata alla questione femminile.
Amelia era nata da una famiglia ebraica della buona borghesia veneziana, che aveva partecipato alla difesa della Serenissima durante la Repubblica di Manin e ai moti risorgimentali. Dopo essersi trasferita a Roma, Amelia sposa il musicista Giuseppe (Joe) Rosselli, con cui trascorre alcuni anni a Vienna, dal 1892 al 1896. La famiglia del marito, i Rosselli-Nathan, di tradizione repubblicana e liberale, aveva sostenuto Mazzini durante gli anni dell’esilio londinese. Mazzini morirà poi a casa Rosselli a Pisa sotto il nome di Mr. Brown, ospite di Pellegrino e Janet Rosselli.
Amelia ebbe da Joe tre figli: Aldo, Carlo e Nello. Tuttavia si separò dal marito nel 1903, trasferendosi coi figli da Roma a Firenze. I figli di Amelia crebbero in un ambiente culturalmente stimolante, politicamente attivo e socialmente impegnato. Aldo, studente di medicina, partì volontario per la prima guerra mondiale, morendo nel 1916 sul fronte carnico.
Carlo, professore di economia, lasciò l’insegnamento per la lotta politica. Inviato al confino nell’isola di Lipari, riuscì a fuggire, riparando a Parigi, dove fondò il movimento di “Giustizia e Libertà”.
Nello, storico del Risorgimento, dopo aver subito il confino, deciderà di restare a vivere in Italia, continuando – attraverso i suoi studi – la sua opposizione al regime fascista. Carlo e Nello vennero uccisi a Bagnoles-de-l’Orne in Francia nel 1937, per mano dei Cagoulard, sicari francesi assoldati dai fascisti italiani.
Dopo l’assassinio di Carlo e Nello, Amelia scelse volontariamente l’esilio assieme alle due nuore e ai sette nipoti. Dopo aver abitato in Svizzera, a Villars-sur-Ollon dal 1937 al 1939, andrà a vivere nel Regno Unito, a Quainton-Bucks dal 1939 al 1940, per poi spostarsi negli Stati Uniti, a Larchmont, dove visse dal 1940 al 1946, quando tornò in Italia. Morì a Firenze nel 1954.
Oltre ad articoli apparsi su «Il Marzocco» dal 1904 al 1914, fra le opere di Amelia Rosselli si ricordano i suoi drammi teatrali: Anima, Torino, Lattes 1901; Illusione, Torino-Roma, Roux & Viarengo 1906; Emma Liona (Lady Hamilton), Firenze, Bemporad 1924. Degne di menzione sono anche le sue commedie in dialetto veneziano: El réfolo, Milano, Treves 1910; El socio del papà, Milano, Treves 1912; San Marco, Milano, Treves 1914.
Fra i suoi racconti si vedano: Felicità perduta, Livorno, Belforte 1901; Gente oscura, Torino-Roma, Roux & Viarengo 1903; Fratelli minori, Firenze, Bemporad 1921. Si considerino anche i libri per l’infanzia: Topinino. Storia di un bambino, Torino, Casa Editrice Nazionale, 1905; Topinino garzone di bottega, Firenze, Bemporad 1910.Per gli epistolari: Carlo, Nello e Amelia Rosselli, Epistolario familiare (1914-1937), a cura di Z. Ciufoletti, II ed., Milano, Mondadori 1997; M. Calloni e L. Cedroni (a cura di), Politica e affetti familiari. Lettere dei Rosselli ai Ferrero (1917-1943), Milano, Feltrinelli 1997; Carlo Rosselli, Dall’esilio. Lettere alla moglie 1929-1937, a cura di C. Casucci, Firenze, Passigli 1997. Non da ultimo si veda la sua (auto)biografia: Amelia Rosselli. Memorie, a cura di M. Calloni, Bologna, il Mulino 2001.

Fonti, risorse bibliografiche, siti

Marina Calloni

Ordinario in filosofia politica e sociale presso la Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, vincitrice di un concorso per l’incentivazione del rientro di studiosi in Italia ("rientro dei cervelli"). È stata borsista all’Università di Francoforte presso J. Habermas e seniorresearcher presso la London Scool of Economics and Political Science di Londra.

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